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IL MAGICO MONDO DEI SAD JOKERS

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Questo piccolo vademecum è dedicato a tutti i fan di quello che può essere definito, con ragionevole approssimazione, il più grande gruppo di artisti della storia o la più pericolosa banda di etilisti della nord-Toscana: i Sad Jokers. Il nostro obiettivo è illustrare brevemente il mondo alle spalle degli autori di indimenticabili successi quali The finish o Comfortably drunk. Presteremo pertanto attenzione alle persone, ai concetti, alle entità che popolano il meraviglioso universo dei Sad Jokers e che hanno reso possibili tante delle loro splendide canzoni.

1. Anni ’80: i Jokers hanno sempre avuto una pessima opinione degli anni ’80, in qualsiasi loro manifestazione. In parecchie interviste li hanno definiti “buco nero della musica e del buongusto in sé”, “nuovo medioevo” e “malaugurato accidente temporale”.

2. Averame, Cristiano: nato il boh/mah/vattelapesca a Carrara (forse), Averame frequenta il liceo scientifico ed intraprende in seguito un’intensa attività di fancazzismo. Nel 2005 entra come batterista nei Sad Jokers – che hanno appena firmato un contratto con una major discografica - con il preciso e dichiarato intento di fare soldi a palate. Col passare del tempo, si immerge nel clima artistico (o forse in quello etilico) che la band genera e scrive alcuni pezzi destinati a restare nell’Olimpo della musica. Tra i più famosi: We will fuck you e Don’t give war a chance. La sua attività prevalente resta comunque quella di strumentista. È lui che trascina la band in India nel 2010 al seguito del santone Maharishi Orso Maria Yogi, suo padre spirituale. Nel 2014 conosce un’artista orientale esponente del post-avanguardismo retrattile, di nome Yoko Ano, con la quale inizia una lunga storia d’amore che lo porta sempre più distante dal gruppo. Tra i suoi progetti solisti ricordiamo Plif (2026) e Oh oh oh! Hghjh! Amalochie malachitiche ammaliano il mio mentore (2030).

3. Azione e reazione: “Se avessimo dovuto agire e non reagire a qualcosa non solo non avremmo fatto un solo disco, ma probabilmente avremmo passato tutta la nostra vita a dormire”, Andrea Rocca, 2010.

4. Barbiere di ciniglia, Il: è la lunghissima opera-song del gruppo, della durata di 23 ore, pubblicata in un absurd-lenght playing nel 2014. La trama racconta le vicissitudini di Sfigaro, un essere umano fatto completamente di ciniglia ed inspiegabilmente complessato da questa sua condizione. Sfigaro vive una tranquilla esistenza da barbiere, quando la sua vita è sconvolta da due eventi: prima si innamora di una donna allergica alla ciniglia, poi quest’ultima viene vietata dal governo in seguito a complicate vicende di politica economica. Sfigaro ora è un fuorilegge, un bandito, non gli resta che la fuga. Si dipana così una lunga serie di avventure e fughe rocambolesche, che culmina in una battaglia campale al termine della quale il barbiere prende fuoco e viene salvato solo grazie all’intervento dei provvidenziali pompinieri. Divenuto con le sue vicissitudini un paladino della diversità e della anti-discriminazione, Sfigaro potrà coronare il suo sogno d’amore con Magdalena, una ragazza di ciniglia.

5. Barbieri, Matteo: nato il xx/yy/zzzz a Carrara, Barbieri è amico di Grassi fin dall’infanzia. Successivamente conosce Rocca, De Rosa e Bernardini e partecipa con prepotenza al loro trend alcolico. Iscrittosi alla facoltà di Economia dell’università di Pisa, Barbieri si accorge ben presto che la sua voglia di studiare è praticamente nulla e le motivazioni per farlo ancora minori. Il successo dei Jokers diventa così un’ancora di salvataggio per lui, permettendogli di passare la vita alle spalle degli amici come loro roadie e supporter. In particolare, Barbieri sarà incaricato dei rifornimenti di alcolici del gruppo. Da sottolineare le sue partecipazioni come attore in quasi tutti i film dei Jokers, da dì o merda? (dove interpreta il ruolo dell’indiano Pinolo Saltante) a Natale con i Sad Jokers (in cui è Giorgio Marinetti, un commercialista milanese di mezza età con la passione del sadomaso). Dopo lo scioglimento della band, Barbieri prosegue nella sua attività di fancazzismo entrando nella coorte di lacchè di De Rosa, di cui sarà capo ufficio stampa durante la corsa per le elezioni presidenziali americane.

6. Batman: nell’album The floor (2017) Batman incarna l’uomo pragmatico, abile e sicuro di sè, in opposizione all’incertezza e all’inadeguatezza di Joker, il protagonista.

7. Bernardini, Emanuele: nato il 2/1/1983 a Carrara, Bernardini incontra Rocca alle scuole medie e conosce De Rosa al liceo. Nel 2001 avviene l’incontro con Stefano Grassi, insieme al quale farà nascere i Sad Jokers. Il nome del gruppo, tra l’altro, è di sua ideazione (vedi la voce Sad Jokers). Bernardini suona come bassista ma non disdegna la composizione: suoi sono successi come Casual song e Dreaming of drugs. Non condivide molto l’impegno sociale del gruppo, le cui posizioni giunge a contestare apertamente nel 2018 con progetti di stampo razzista chiaro e compiaciuto. Padre del movimento Un mondo, una razza: quella bianca, Bernardini rimane tuttavia capace di lavori di elegante fattura come la trasposizione in musica del manga Berserk (2026) o l’album-romanzo Il viandante grassottello (2030). È interessante sapere che il periodo di crisi finanziaria dei Sad Jokers (2014-2017) fu colpa di Bernardini in primis, che dilapidò enormi quantità di denaro in investimenti folli – come la ri-vegetalizzazione del Sahara o la costruzione di una città sulle nuvole.


8. Buggiani, Mattia: nato il 18/5/1983 a Carrara, Buggiani è stato compagno di scuola di De Rosa e Bernardini, con i quali ha intessuto una forte amicizia, capace di superare persino la volta in cui i due utilizzarono la sua testa come percussione per l’intera durata di un concerto. Buggiani è, formalmente, uno degli avvocati dei Sad Jokers, anche se le cause del gruppo vengono gestite perlopiù dal collega Pollina (vedi). Voci di corridoio dipingono Buggiani come, in parole povere, uno scroccone senz’arte né parte. La sua presenza, tuttavia, si è rivelata di ispirazione per il gruppo in molte situazioni, in particolar modo per l’album che porta il suo nome: Sergeant Buggiani’s lonely hearts rabbit band, dove appare anche nei crediti della splendida A night in the life. Dopo lo scioglimento dei Sad Jokers, Buggiani ha intrapreso una redditizia carriera di sciacallo, rivendendo alla stampa scandalistica succosi retroscena riguardanti i membri del gruppo. Particolare scandalo destò a suo tempo la notizia che De Rosa indosserebbe solo mutande a pallini verdi; questa indiscrezione, dicono fonti ben informate (-> Lancioni) ha creato una certa ruggine tra i due. Buggiani compare in quasi tutti i film del gruppo ed è anche il regista di Along the blue glue, del 2012 e di numerosi video, insieme con Nicolò Grassi (vedi).

9. Chelotti, Giacomo: nato il 15/4/2004 a Carrara, Chelotti conosce Grassi da bambino e De Rosa e Bernardini al liceo. Intrattiene rapporti moderatamente conflittuali anche con Rocca. Non appena i Jokers fanno successo, Chelotti capisce di aver risolto il problema di cosa fare nella vita. Si aggrega alle tournee della band come roadie e non la molla più. La sua fastidiosa onnipresenza genera tensioni a più riprese, specialmente con Rocca. Chelotti è invadente ed irritante, ed il fatto che sia astemio non migliora certo le cose. Passa alla storia la rissa nel backstage del concerto di Minneapolis nel 2008, originata dal rifiuto di Chelotti di mollare la sedia di Rocca (“mi ci sono seduto prima io”) e presto allargatasi all’intero entourage dei Jokers e ai Muse, lì presenti come band ospite. Dopo lo scioglimento dei Jokers, Chelotti accetta il posto di lacchè offertogli da un De Rosa in pieno delirio di egomania. Tra le partecipazioni di Chelotti alle opere dei Jokers, segnaliamo il ruolo cardine nella fiction Sad Jokers at school (2016).

10. Coniglio gigante: si tratta di una creatura ideata dalla mente fervida (leggi: mente malata) di De Rosa. Dapprima il kazooista lo inseriva a caso nelle trame di svariati film; una volta uscito Donnie Darko (2004 in Italia), in cui il coniglio è effettivamente presente in un ruolo rilevante, De Rosa si convince però di essere entrato in contatto con una sorta di entità paranormale e ne fa una figura ricorrente nella propria produzione. Il caso più evidente è Sergeant Buggiani’s Lonely Hearts rabbit band, ma anche in The floor i conigli appariranno come esseri benefici e protettivi, in opposizione ai malvagi pipistrelli.

11. Delfino, Giacomo: nato il 26/12/1983 (forse) a Massa, Delfino è amico di Bernardini e Rocca sin dall’infanzia. Al liceo conosce De Rosa e successivamente Grassi, del quale diventerà fido compagno di droghe e sostanze psicotrope – destinate a diventare la sua principale ragione di vita. Con l’esplosione della band (non in senso letterale), Delfino entra nel gruppo dei supporter insieme a Barbieri e Chelotti: quando, però, Grassi sarà confinato a Carrara, sceglierà di seguirlo e di vivere una vita di psiche alterata insieme a lui, grazie ai soldi delle royalty. Seppure le sue condizioni mentali andranno peggiorando, manterrà tuttavia – a differenza di Grassi – la capacità di riconoscere le persone e di comprendere gli eventi circostanti. Spesso, anzi, si prenderà dei periodi di vacanza insieme ai Jokers, come durante il periodo indiano.

12. De Rosa, Giacomo: nato il 6/8/1983 a Carrara, De Rosa conosce Bernardini al liceo e in seguito Grassi e Rocca. Insieme a loro dà vita ai Sad Jokers, in cui alterna patetiche prove come chitarrista di accompagnamento a performance al kazoo, che eleggerà come suo strumento preferito. Se De Rosa resta nel gruppo, è solo perché è lui ad organizzare le prove e perché le sue folli idee forniscono materiale in abbondanza. Con il tempo, De Rosa diviene con Rocca l’anima ispiratrice della band: insieme i due lanciano il War to the war tour del 2006 - durante il quale si intrufolano alla Casa Bianca -, scrivono la maggior parte delle canzoni e disegnano le copertine. De Rosa, mano a mano, si fa però sempre più egocentrico e presuntuoso: mentre invade la scena mondiale con decine di progetti artistici diversi, pretende di prendere le redini del gruppo come leader incontrastato. The floor, del 2017, sarà quasi del tutto opera sua. Il delirio di onnipotenza che lo affligge lo porta a considerarsi un essere di origine divina: questa convinzione risulterà poco proficua sotto il punto di vista dei rapporti umani e sarà una delle cause dello scioglimento dei Jokers (poco prima, del resto, De Rosa aveva tentato di estromettere Rocca). Tra i suoi lavori solisti ricordiamo Ascension (2019), I’m your god (2021) e This is my will, now obey! (2030). Nel 2025 De Rosa si è candidato alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America, utilizzando la musica come propaganda con l’album Vote me. Il successo, però, questa volta non gli ha arriso.


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